Continua l’emergenza a Restinco ma nessuno si preoccupa realmente di quello che accade a Brindisi.

E’ di questa mattina la notizia della fuga dal Cara- Cpt di 20 tunisini, ospiti del centro di quarantena per i migranti che raggiungono le coste italiane, trasferiti da Lampedusa nella struttura brindisina trasformata dal Governo in centro pre- Covid. Una situazione che inevitabilmente desta preoccupazione in un momento in cui ai cittadini italiani viene chiesto di non abbassare la guardia in termini di prevenzione, di continuare a seguire le regole basilari per evitare la diffusione del contagio da Covid 19.

Da un lato, infatti, tutte le restrizioni in merito allo svolgimento di feste patronali ed iniziative pubbliche, attività di intrattenimento nelle discoteche, regole ferree per esercenti, ristoratori e stabilimenti balneari e dall’altro situazioni incontrollate che, come mine vaganti, rischiano di mandare in fumo tutti i tentativi di ripresa.
Come hanno fatto queste persone ad eludere la sorveglianza? E poi, a proposito di tutela della salute pubblica, Perché gli italiani devono fare i conti con situazioni che, se mal gestite, procurano rischi concreti per tutti? E’ una situazione che denunciamo da tempo ormai!

Quanto accaduto nei giorni scorsi in Basilicata suggerisce di tenere alta la guardia, Brindisi non può continuare ad essere terra di nessuno, chiediamo serietà da parte delle istituzioni e sicurezza per i cittadini. Il nostro Paese non può più permettersi drastiche chiusure che ne metterebbero definitivamente in ginocchio l’economia, è per questo che non possiamo più permetterci di correre rischi di questo tipo, la misura è colma.

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