Numeri che potrebbero sembrare rassicuranti, ma non lo sono perché oggi sono stati registrati 2446 test per l’infezione da Covid-19 contro i 4.633 tamponi processati ieri, ovvero 2187 in meno, quasi la metà.

I 321 nuovi casi sono così ripartiti: 165 in provincia di Bari, 24 nel Brindisino, 31 nella provincia BAT, 63 nel Foggiano, 20 in provincia di Lecce, 13 nel Tarantino, 2 residenti fuori regione, 3 provincia residenza non nota. Sono stati registrati 4 decessi: 2 in provincia di Foggia, 1 in provincia BAT, 1 in provincia di Taranto.

Solamente in provincia di Bari sono in corso mille indagini epidemiologiche per spegnere altrettanti focolai di coronavirus. Anche oggi è cresciuto il numero di ricoveri negli ospedali, sono 435, 22 in più rispetto a ieri; così come sono aumentati i pazienti nelle terapie intensive, 38 rispetto ai 36 di domenica. Anche nelle scuole ci sono nuovi contagi e chiusure, da Foggia a Bari.

La seconda ondata di coronavirus sta mettendo in sofferenza il sistema sanitario pugliese, ma il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, non ha intenzione, almeno per ora, di “sacrificare” i reparti ordinari, chiudendoli come accaduto durante la prima fase dell’emergenza sanitaria. “Questa volta – annuncia – non chiuderemo i reparti ordinari, che continueranno a lavorare, ma il personale è sempre quello, purtroppo. Abbiamo chiesto ulteriori facilitazioni che invece non ci sono state, ancora assunzioni ma poi non ci sono più medici e infermieri da assumere in Italia”. Quindi, “bisogna trovare un punto di equilibrio” perché “per gestire il raddoppio delle terapie intensive abbiamo bisogno non dico del doppio degli anestesisti, ma comunque di un numero superiori di anestesisti”.

A Bari, la provincia con più casi, oggi il Miulli di Acquaviva delle Fonti ha attivato 40 dei 100 posti letto Covid proprio per andare incontro alle richieste della Regione Puglia.

Intanto, monta la protesta dei sindaci dopo l’approvazione del nuovo Dpcm: “Abbiamo considerato una scorrettezza istituzionale approvare una norma di cui non si era discusso”, ha detto il presidente di Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, a proposito della chiusura di strade e piazze a rischio assembramenti. “I sindaci non si sottraggono alle responsabilità – ha detto Decaro – ma a noi è sembrato inserire quella norma nel decreto senza dire nulla ai sindaci un modo per scaricare la responsabilità del coprifuoco sui sindaci davanti all’opinione pubblica”.

(ANSA)

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