Torre Guaceto e depuratore di Carovigno. Bozzetti (M5S): “Dopo due anni continua il menefreghismo della Regione”

Il consigliere regionale M5S Gianluca Bozzetti ha presentato una nuova interrogazione per sollecitare il Presidente Emiliano e l’Assessore Giannini ad impegnarsi, finalmente, a preservare il patrimonio della Riserva Naturale di Torre Guaceto che nonostante le numerose denunce fatte in due anni, continua a subire le conseguenze di un disinteresse e di una malagestione da parte della Regione Puglia e dei Comuni di Brindisi e Carovigno.

“Sono passati due annidichiara il consigliere brindisino – diverse interrogazioni regionali e nazionali, ma nulla sembra essere ancora stato normalizzato all’interno dell’Area protetta di Torre Guaceto, sintomo di un vuoto istituzionale tutto targato PD. Stessa spiaggia stesso mare, titolava una famosa canzone degli anni ‘60, e tale titolo, inteso come nulla è cambiato dopo due anni di solleciti si adatterebbe perfettamente alla storia del depuratore consortile di Carovigno e della riserva marina di Torre Guaceto. Rilevato il protrarsi della emergenza igienico-ambientale ed organizzativa della Riserva e della spiaggia ad essa adiacente ho deciso di incalzare nuovamente il Governo regionale”

Già a fine 2016, la Regione Puglia aveva nuovamente autorizzato per altri 10 mesi AQP all’esercizio provvisorio e temporaneo dello scarico di acque reflue urbane depurate effluenti dal nuovo impianto consortile di trattamento e depurazione di Carovigno, nelle more del completamento dei lavori relativi alla rifunzionalizzazione e prolungamento della condotta sottomarina che permetterà lo scarico dei reflui trattati dal suddetto impianto nel Mare Adriatico.

Contestualmente era stato approvato e finanziato il progetto “Utilizzo dei reflui affinati provenienti dal depuratore consortile di Carovigno nel comparto agricolo della Riserva Naturale dello Stato di Torre Guaceto” con lo scopo di evitare parte dello scarico dell’impianto di depurazione nella Riserva e permettendo al tempo stesso ai reflui depurati di essere riutilizzati all’interno dello stesso comprensorio irriguo al fine di integrare il sistema della condotta sottomarina e permettendo nel periodo primaverile ed estivo di raggiungere l’obiettivo “scarico zero in mare”.

“Tali accorgimenti tuttavia – continua Bozzetti – non hanno evitato il disagio creato dallo straripamento delle trincee drenanti di reflui verificatosi lo scorso 26 maggio a causa di un forte acquazzone. Questa soluzione temporanea, infatti, sarebbe dovuta essere funzionale unicamente a consentire un rapido completamento delle opere relative alla condotta sottomarina ma, ad oggi, il tutto pare ancora essere arenato a causa delle mancanze amministrative da parte dei Comuni di Brindisi e Carovigno Il riferimento è alle problematiche relative all’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio, alla presa d’atto del progetto e all’emissione del parere di conformità urbanistica che i due Comuni avrebbero già dovuto fornire molto tempo fa per rendere immediatamente esecutivo il progetto. Tali Comuni, entrambi inadempienti, sono stati più volte sollecitati ad adottare i provvedimenti di competenza, al fine di proseguire con i lavori delle opere in-shore della condotta e di evitare il rischio di perdere i finanziamenti assegnati dal CIPE e quelli provenienti dal Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC).

“A questo – incalza il capogruppo M5S Pugliasi aggiunge la problematica relativa alla mancata realizzazione di un’area di parcheggio nei pressi della località di Punta Penna Grossa, questione già sollevata in Regione Puglia a fine ottobre del 2016 con una mia precedente interrogazione alla quale si attende ancora una risposta. Per le solite mancanze politiche a tutti i livelli istituzionali anche questa stagione, dunque, porterà non pochi problemi e disagi per la riserva e i turisti che ne faranno visita, la speranza – conclude – è che qualcuno si svegli da questo torpore ed inefficienza istituzionale ed inizi seriamente a prendere in mano la questione per risolverla il prima possibile. Di solleciti e interrogazioni ormai sono pieni gli uffici”.

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