Sta riscuotendo un notevole successo di pubblico la mostra “Modulor o Algoritmo?” dedicata al design, presente in questi giorni a Martina Franca nelle Sale del Piano Nobile di Palazzo Ducale, patrocinata dal Comune e dall’Associazione per il design industriale.

Per questo motivo, la mostra sarà visibile anche per tutta la prossima settimana, sino a domenica 24 febbraio, prima di lasciare le sale di Palazzo Ducale per fare tappa a Milano e a Matera, capitale europea della cultura 2019.

Settanta design italiani hanno dato vita a delle creazioni utilizzando materiale di scarto e ispirandosi al grande architetto Le Corbusier, inventore, settanta anni fa del Modulor, la scala di proporzioni basata sulle misure dell’uomo, come linea guida di un’architettura più incline per l’umanità.

Con questa nuova avventura artistica, i creatori delle opere vogliono porre l’attenzione sul futuro prossimo dell’architettura mondiale, chiedendosi se c’è ancora posto per le intuizioni di Le Cobusier, come il suo Modulo, o al contrario sarà dedicato spazio solo agli algortimi e a una tecnologia fine a se stessa.

Il geniale architetto fu definito come un “grande musicista la cui musica, invece di svilupparsi nel tempo, si sviluppa nello spazio a tre dimensioni. Il Modulor è una scala, paragonabile approssimativamente alle scale musicali anche se, invece di essere una scala di suoni, è una scala di grandezze spaziali.”.