Venerdì 22 Febbraio alle ore 18.00 a Palazzo Ducale di Martina Franca prende il via la XXIV edizione dei Seminari di Marzo, incentrati sul dialogo tra diverse civiltà, sulla pace, sui grandi conflitti che caratterizzano il rapporto tra Nord e Sud del Mondo, tra Occidente ed Oriente.

Ad inaugurare l’edizione 2019 sarà Roland Gori, professore di psicopatologia clinica all’Université d’Aix Marseille ed autore di diversi saggi, con il saluto ufficiale di Antonio Scialpi, Assessore alle Attività Culturali del Comune di Martina, unitamente a Giuseppe Goffredo, scrittore e poeta, che con Poiesis editrice ha curato la traduzione dell’ultimo testo dello scienziato francese, “ Un Mondo senza anima- La fabbrica dei terrorismi”.

Roland Gori da tempo esplora attentamente la fenomenologia della politica mondiale, che con la sua assenza spinge le masse ad assoggettarsi sempre più ai poteri, complici i media che promuovono incultura e indifferenza da almeno quarant’anni.. Il concetto base del saggio di Gori è che tale “politica inanimata” sia tra le cause di quei fenomeni che creano i vari terrorismi in ogni parte del mondo; non solo quelli di matrice islamica. Vanno considerati insieme gli orrori in Sud America fino alle stragi di massa in Siria perpetrate da Russia e alleati più o meno occulti del colonialismo europeo.

I signori della guerra sono in realtà gestiti dai costruttori di armi ormai sparsi un po’ dappertutto: sia dalla potente macchina bellica statunitense, sia da quella europea, apparentemente non coinvolta. Ma chi permette, oltre alla politica, che i produttori di armi continuino indisturbati a fabbricare morte? Per Gori è pure tangibile una responsabilità delle masse prive di pensiero, di astrazioni culturali: una mancanza di “desiderio”; inermi contro l’arroganza dei poteri più o meno occulti. Masse composte da individui per lo più soddisfatti in quando dipendenti dai consumi che il mercato delle futilità offre. Se ne ricava egoismo e indifferenza verso coloro che soffrono.

Il pensiero è inaridito dai mercati. La cultura è incalzata dalle tecnologie, dalla cyberg-informatica, dai nuovi autoritarismi, dai populismi e dalla psichiatria globale che promette rimedi impossibili.

Tra le tante riflessioni, Roland Gori avverte che quanto prima occorre uscire da queste insidie se non si vuole incontrare l’autodistruzione dove ricostruire l’etica sarebbe arduo. Ognuno esplori attentamente le ignominie del disastro, e si risponda adeguatamente. Occorre rivoluzionare la quotidianità che la politica impone attraverso le tecnologie della morte. Ritornare ad abitare un mondo (attualmente, privo di anima) che ritorni a vivere.

“ Un seminario di grande spessore culturale, per comprendere le ragioni di un tempo senza anima che stiamo purtroppo vivendo, con l’analisi di una grande personalità. Bisogna fermarsi e riflettere”, afferma Antonio Scialpi, Assessore alle Attività culturali e al Diritto allo studio del Comune di Martina.
Sabato mattina 23 febbraio lo studioso francese incontrerà i giovani del Liceo Tito Livio alle 10.00 nella sala consiliare di Palazzo Ducale.

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