Il Gruppo Umanesimo della Pietra con la collaborazione dell’Associazione Artigiana di Mutuo Soccorso e Lavoro di Martina Franca ha promosso e organizzato per domenica 15 dicembre 2019 la diciassettesima edizione della Giornata dei Caracciolo – Memorial Maruska Monticelli Obizzi.

È una manifestazione, proposta annualmente in dicembre, dalla duplice valenza: onorare la memoria di Maria Beatrice Monticelli Obizzi, nota ai martinesi come donna Maruska; promuovere una giornata di studio, inerente alle più recenti ricerche sulla famiglia dei Caracciolo, duchi di Martina dal 1507 fino all’eversione della feudalità (1806).
Alle ore 18.30 nel Salone delle Adunanze dell’Associazione Artigiana di Mutuo Soccorso e Lavoro di Martina Franca (Piazza Plebiscito 17) è stata, pertanto, programmata dal Gruppo Umanesimo della Pietra una giornata di studio legata alle manifestazioni promosse nell’ambito del 220° anniversario della Repubblica Napoletana.

La relazione storica è stata affidata al dottor Vittorio De Michele, che parlerà dei Risvolti politico-economici del duca Placido Caracciolo dopo il sacco di Martina del 17 marzo 1799.
Placido Caracciolo (1785-1815), tredicesimo duca di Martina (1796-1806), aveva appena undici anni quando ereditò gli stati feudali, gravati dai numerosi debiti contratti dal padre Petracone VII duca nel biennio 1794-1796.

Nel 1806, promulgata la legge eversiva della feudalità, Placido Caracciolo conservò il titolo di duca di Martina solo come predicato nominale.
I suoi zii paterni, il cardinale Diego Innico e il cavaliere Gerardo, avevano già avviato contro il giovane duca, inoltre, un lungo contenzioso giudiziario, in quanto era stato soppresso l’istituto giuridico del maggiorascato e del fedecommesso; questi cadetti, pertanto, rivendicavano parte della proprietà burgensatica del defunto fratello Petracone VII.
I martinesi ritennero l’undicenne Placido Caracciolo la causa principale del sacco della città, che occorse il 17 marzo 1799, in quanto l’agente ducale Michele Gorza permise ai legittimisti borbonici di penetrare in città attraverso il portone posteriore del Palazzo Ducale.

Placido Caracciolo, tuttavia, con l’avvento sul trono di Napoli di Gioacchino Murat (1809-1815) partecipò alle campagne militari napoleoniche, qualificato come scudiero del re.
Questi non mise mai piede a Martina, malgrado avesse la residenza ufficiale nel maestoso palazzo di famiglia, ma visse, lasciata Napoli, nella sua grande masseria di Casalrotto, dove si spense il 10 gennaio 1815.

Il diciottesimo anniversario della scomparsa di donna Maruska viene ricordato, anche nel 2019, come tributo alla memoria di una persona di vasta cultura e di profondo sentire, che nel corso della propria esistenza ha più volte manifestato tangibilmente sincera ammirazione nei confronti di Martina Franca, delle sue istituzioni e delle sue associazioni socio-culturali.
Maria Beatrice Monticelli Obizzi, nata a Milano il 22 gennaio 1924, spirò in una clinica di Roma, stroncata da un terribile male, il 14 dicembre 2001.
Figlia del marchese Giannantonio Monticelli Obizzi e di donna Isabella de Sangro, donna Maruska era nipote ex sorore dell’ultimo duca di Martina, Riccardo de Sangro (1889-1978), al quale era particolarmente legata, tanto da assisterlo con amore filiale negli ultimi anni della sua vita e di eseguirne le volontà testamentarie e no.

Donna Maruska, infatti, con estrema decisione e con notevoli sacrifici personali seppe imporre agli altri coeredi del duca Riccardo il rispetto delle volontà dello zio defunto, il quale aveva più volte manifestato l’intenzione di donare al Comune di Martina Franca tutte le carte delle famiglie Caracciolo e de Sangro da due secoli conservate nel grande palazzo di Casa Isabella a San Basilio in territorio di Mottola.
Quest’enorme giacimento culturale, dichiarato dalla Soprintendenza Archivistica per la Puglia di notevole interesse nazionale, oggi informatizzato e messo in rete, è stato arricchito da donna Maruska nel 1997 con il versamento degli ultimi documenti riguardanti la più recente gestione del vasto latifondo di San Basilio, proprietà burgensatica dei duchi di Martina.

Il 12 gennaio 2002 l’Archivio Caracciolo de Sangro, custodito nella Biblioteca Comunale, è stato dedicato ufficialmente alla memoria del duca Riccardo de Sangro e di Maruska Monticelli Obizzi, come si coglie dalle targhe commemorative apposte in quell’occasione dal commissario prefettizio Carlo Sessa.

Alla giornata di studio, com’è ormai consuetudine, parteciperanno alcuni iscritti alla Pia Unione della Famiglia Caracciolo, sodalizio presieduto dall’ingegner Agostino Caracciolo di Torchiarolo.

Il logo della rassegna (allegato in calce) è lo stemma dei Caracciolo Pisquizi di Martina, miniato su una pergamena del 1526, conservata nell’Archivio Caracciolo de Sangro.
Al relatore sarà offerto un artistico medaglione in bronzo dorato, raffigurante l’arma dei Caracciolo Pisquizi di Martina e il logo del Gruppo Umanesimo della Pietra, realizzato dal socio Giuseppe Bellucci nella sua fonderia.

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