Zaccaria ha ottenuto 15 voti: necessari per essere eletto ne sarebbero serviti due in più.

Rinviata l’elezione del presidente del consiglio comunale ad Ostuni: non c’è il quorum per la nomina, nelle prime due sedute di ieri, di Giovanni Zaccaria. Il capogruppo di Ostuni Futura sarà, comunque, confermato come indicazione dal centrodestra, anche nella successiva convocazione dell’assemblea cittadina, che dovrebbe tenersi il 25 o il 26 luglio. Zaccaria ha ottenuto 15 voti: necessari per essere eletto ne sarebbero serviti due in più. Il centrodestra ha votato in maniera compatta, ma già in partenza non aveva i voti necessari.

Le due opposizioni in consiglio, l’area civica di Domenico Tanzarella ed il Partito Democratico, hanno votato due candidati diversi confermando la netta divisione: Angela Matarrese, che ottiene sette voti, e Angelo Brescia, con due preferenze.

Nella maggioranza c’è stata la risposta di Francesco Semerano, per Direzione Italia, nei confronti dei tre fuoriusciti dal partito Elio Spennati, Giovanbattista Farina e Vittorio Carparelli, che hanno formato il gruppo “Per Ostuni”.

«Viste le dichiarazioni a mezzo stampa dei consiglieri Carparelli, Spennati e Farina si precisa che l’On. Fitto, da sempre espressione di un elettorato moderato e centrista, non ha assolutamente imposto a nessuno degli eletti in Direzione Italia il passaggio nel gruppo di Fratelli d’Italia, ma ha semplicemente chiesto di dichiararsi favorevoli o no ad affiancarlo nel divenire del suo percorso politico». Tra i motivi della scissione in Direzione Italia, anche il mancato accordo, sul nome di Francesco Semerano, consigliere comunale più suffragato dell’intero centrodestra con 556 voti, come indicazione per la presidenza del consiglio.

«Il consigliere Semerano, oggi unico rappresentante di Direzione Italia nell’assise comunale, non ha mai rifiutato deleghe politiche adducendo a “motivi personali”, ma in forza del suo personale riscontro elettorale ha chiesto ai propri colleghi di non mercanteggiare un ruolo di garanzia, prerogativa del consigliere più suffragato con incarichi assessorili. Il ruolo di presidente del consiglio comunale – si legge in una della segreteria cittadina di Direzione Italia – è un incarico “super partes”, e per la sua designazione è consuetudine non intavolare alcuna trattativa politica tra gli eletti, ma si tiene conto quasi esclusivamente della volontà di tutto il corpo elettorale».

Animi accesi anche tra il candidato sindaco del Partito Democratico Angelo Pomes ed alcuni rappresentanti dell’area civica di Domenico Tanzarella. «Noi siamo sempre stati coerenti. Abbiamo sempre risposto agli attacchi subiti in campagna elettorale, con la proposta del nostro progetto politico. Si è tentato di non far presentare la lista al Pd. Noi ci siamo rimboccati le maniche e la città – spiega Pomes- ha apprezzato il nostro garbo e stile della nostra visione di città».

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