San Michele Salentino: Omicidio Capellone e rapina a coniugi, torna in carcere 

L’uomo, 50 anni, è stato condotto nel carcere di Brindisi in esecuzione dell’ordinanza della Corte d’Appello di Lecce: dopo la condanna all’ergastolo, era tornato in libertà per decorrenza termini

I Carabinieri della Stazione di San Michele Salentino hanno tratto in arresto C.N. classe 1968, su ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla Corte d’Appello di Lecce.

L’arrestato ha riportato la condanna in doppio grado di giudizio, alla pena di 12 anni e 10 mesi di reclusione in relazione ad un gravissimo episodio delittuoso di cui si è reso protagonista, la rapina a mano armata commessa unitamente ad altre persone, con volto travisato in tempo di notte e ai danni di due anziani coniugi in Brindisi.

Era l’aprile del 2012, un imprenditore e la moglie rientravano a casa da una cerimonia, nella circostanza l’arrestato con i complici, travisati che si spacciavano quali militari della Guardia di Finanza fecero ricorso alla violenza fisica, provocando lesioni di rilevante gravità alla donna alla quale fu diagnosticato un trauma cranico facciale, un trauma toraco-addominale, ed un ematoma sudurale.

Il bottino fu di soli 500€, nell’occasione del ritrovamento del veicolo utilizzato una Volvo XC 60 di colore scuro, venne trovato vario materiale nonché una rivoltella calibro 38, una pistola calibro 7,65 ed altra pistola calibro 40 tutte con matricola abrasa con i relativi proiettili. La sentenza di secondo grado emessa dalla Corte d’Appello di Lecce è dell’ottobre 2017.

Nel marzo 2017 la Corte di Assise di Appello del capoluogo salentino ha altresì condannato il C. alla pena dell’ergastolo, per l’efferato omicidio commesso con ignoti, di Cosimo Semeraro di Ostuni, detto “mimmo capellone”, assassinato a colpi di fucile nel novembre del 2007. In primo grado il C. era stato assolto dalla Corte d’Assise di Brindisi, mentre in secondo grado la sentenza è stata ribaltata. Recentemente il Tribunale del Riesame aveva dichiarato in merito al processo per l’omicidio l’inefficacia della misura della custodia in carcere per scadenza dei termini a carico del C., rimettendolo in libertà ancorché applicandogli misure cautelari meno afflittive quali l’obbligo di dimora e di presentazione ai Carabinieri

Pertanto la Corte d’Appello in considerazione che le due vicende processuali (dell’omicidio e della rapina a mano armata) sono caratterizzate da particolare efferatezza, nonché per tutta una serie di altri elementi oggettivi, ha ritenuto ricorrere le condizioni per disporre il ripristino della misura della custodia cautelare in carcere.

Quindi, dopo l’espletamento delle formalità di rito, C.N. è stato associato nella Casa circondariale di Brindisi come disposto dall’Autorità Giudiziaria.

Comunicato stampa – Comando provinciale carabinieri

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