Un gioielliere trovato in possesso di un vero e proprio arsenale nell’ambito delle perquisizioni e dei controlli effettuati dai carabinieri dopo il ferimento di un ostunese avvenuto sempre a San Vito dei Normanni, il 10 gennaio.

Quindici armi e centinaia di munizioni sono state rinvenute fra una piccola gioielleria e l’abitazione di proprietà del titolare della stessa situata a San Vito dei Normanni, nell’ambito dei controlli e delle perquisizioni scaturiti dal ferimento di un esercente di Ostuni avvenuto a San Vito dei Normanni, la sera del 10 gennaio, proprio nei pressi dell’abitazione del gioielliere.

La scoperta è stata fatta dal Norm coordinato dal tenente Alberto Bruno della compagnia dei carabinieri di San Vito dei Normanni, diretta dal capitano Antonio Corvino.

Il proprietario del negozio, un 47enne del posto, è stato arrestato in flagranza di reato e subito scarcerato per detenzione di armi clandestine, detenzione illegale di munizioni e omessa denuncia di armi munizioni e materiale esplodente.

L’arrestato è stato trovato in possesso di un vero e proprio arsenale, composto da armi da fuoco lunghe e corte regolarmente denunciate, due armi clandestine nonché da una notevole quantità di munizionamento non dichiarato. All’interno del negozio i carabinieri hanno trovato una botola ben occultata e posizionata nell’antibagno che garantisce l’accesso ad un locale seminterrato. All’interno del locale oltre alle attrezzature per la fabbricazione di munizionamento, sono state rinvenute centinaia di cartucce di vario calibro, non dichiarate.

In totale tra l’abitazione e l’attività commerciale sono complessivamente rinvenute 15 armi. Dieci di queste (3 fucili e 7 pistole) regolarmente denunciate, sono state ritirate dai carabinieri cautelativamente ai sensi dell’art. 39 T.U.L.P.S. (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza). Tale norma persegue la finalità di prevenire la commissione dei reati e in generale dei fatti lesivi per la sicurezza di tutti i cittadini.

Per quanto concerne le rimanenti cinque armi, tra le quali un fucile privo di matricola e punzonatura, un revolver privo di marca e 3 katane giapponesi (tipiche spade dei Samurai), è scattato il sequestro penale, così come per le 200 cartucce di diverso calibro rinvenute sia nell’abitazione che nell’attività commerciale dell’indagato. Concluso l’esame e l’inventario di tutte le armi rinvenute, sia quelle ritirate cautelativamente sia quelle sottoposte a sequestro, ed espletate le formalità di rito, l’uomo è stato posto in libertà come disposto dall’autorità giudiziaria.

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