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L’ Ex consigliere Jacopo Russo circa la vicenda rinvio a giudizio nell’ ambito dell’ Operazione Reset del Giugno 2020 dell’ ex Sindaco Lanzilotti e dell’ ex Presidente del Consiglio Leoci .

“ Come ex Consigliere Comunale del Comune di Carovigno non posso dirmi , ahimè, stupito di questo  epilogo, un rinvio a giudizio che , certo non significa colpevolezza tout court, ma che accoglie in toto la tesi della DDA di Lecce per cui Sindaco e Presidente del Consiglio più altri elementi , avrebbero messo in  piedi una struttura per nulla regolare a dir poco , avvalendosi delle consorterie criminali locali , atta a prendere il controllo del territorio e non lesinando di porre firme su cambiali elettorali propedeutiche , una volta assurti al potere , a concedere interessi di grosso rilievo a personaggi, a cui si affidava per l’ intercettazione del voto con metodi , a quanto dicono le carte , criminali.

Oggi le tesi perorata da me in Consiglio trovano ragione e giustizia in una verità fattuale e sgombra da qualsivoglia strumentalizzazione…molti che mi hanno attaccato e delato ora dovrebbero porgere le scuse e magari darsi ad ” hobby ” un po meno impegnativi…la politica è una cosa seria e dovrebbe ritornare ad essere interpretata da persone quanto meno un po più credibili….con la mente ritorno a quei giorni in consiglio comunale….giorni amari che mi sono costati tanta armonia nella mia vita privata solo e soltanto perché, coerentemente, prendevo le distanza da una compagine amministrativa su cui già pendeva una commissione di accesso agli atti da 6 mesi.

Inoltre mi sembra doveroso chiedere le dimissioni da Presidente della Commissione sulla criminalità organizzata in Puglia del consigliere regionale Leoci Alessandro , fratello del Francesco Leoci rinviato a giudizio…nulla di personale…ma il tutto è davvero un ossimoro insostenibile.

Da giovane imprenditore non posso che augurarmi che a Carovigno , fatta politicamente ( e non solo) pulizia si possa ripartire …meritiamo, come comunità, molto di più di queste brutte e grigie pubblicità.

Jacopo Russo