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Gli scottanti rapporti tra impresa e criminalità nel suo libro-inchiesta “Mafia Caporale” edito da Fandango, saranno  raccontati dal sociologo Leonardo Palmisano giovedì 8 giugno alle ore 19.30  presso il Castello di Carovigno.

E’ un sistema criminale complesso e spesso invisibile quello di cui parla Palmisano,  un sistema radicato in ogni settore dell’economia, dall’agricoltura all’università, dalla ristorazione alle libere professioni, che non distingue tra emarginati, poveri, professionisti, laureati, adulti e bambini, un mercato del lavoro che  si è riempito di donne e uomini sfruttati da agenzie che si sono fuse con le più grandi organizzazioni mafiose. “Mafia caporale” è un viaggio nell’Italia dimenticata, impoverita e sfruttata. Braccianti, sarte. muratori, prostitute, blogger, lavavetri, parcheggiatori, camionisti, mendicanti e minori, sono solo alcuni dei volti della schiavitù di cui  parla l ‘autore nel suo viaggio dal nord al sud di Italia dove ha incontrato personalmente ognuno di loro, e per ognuno ha raccolto una storia, un’immagine, un ritratto. Interverranno alla presentazione di “Mafia Caporale” organizzata dall’associazione “Bici e solidarietà” di Carovigno “Legambiente” e Acli Carovigno, il Presidente della Provincia di Brindisi Maurizio Bruno e la scrittrice e Sociologa Irene Strazzeri dell’Università Foggia . A dialogare con Palmisano  la  giornalista della “Gazzetta del Mezzogiorno  Federica Marangio. Leonardo Palmisano è già noto ai lettori per “Ghetto Italia” la pubblicazione realizzata in stretta collaborazione con Yvan Sagnet  in cui ha denunciato apertamente il fenomeno del caporalato. L’opera è stata riconosciuta “Libro 2016 contro la mafia” e valsa a Palmisano e Sagnet il XXII premio internazionale Rosario Livatino.

Angela Anglani