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Il sindaco di Carovigno chiarisce la posizione dell’amministrazione comunale di Carovigno.

«Non escludiamo l’ipotesi di costituirci parte civile nel processo». Il sindaco di Carovigno Carmine Brandi chiarisce la posizione dell’amministrazione comunale dopo il rinvio a giudizio del Pm della procura di Brindisi, Antonio Costantini, nei confronti dei tecnici dell’Acquedotto Pugliese e della regione Puglia. «Valuteremo bene con tutti gli uffici competenti questa possibilità. Se ciò sarà necessario per tutelare l’interesse della comunità e della Riserva – sottolinea il primo cittadino di Carovigno – attueremo tutte le dovute procedure». Sul banco degli imputati – secondo la Procura- coloro i quali per motivazioni di carattere tecnico il 22 settembre scorso attivarono il depuratore consortile di Bufalaria, che successivamente immetteva le acque depurate nel canale Reale, e quindi nella zona A: questo sarebbe il punto di massimo splendore della Riserva di Torre Guaceto, dove per tutelare flora e fauna, l’accesso non è consentito e c’è il divieto di pesca. La decisione dell’Acquedotto Pugliese di oltre 12 mesi scatenò una serie ricorsi ed esposti alla Procura. Alla magistratura si rivolsero il consorzio di gestione dell’oasi naturale dello stato, i comitati di salvaguardia di Torre Guaceto e gli attivisti del Movimento Cinque Stelle. I tecnici che hanno dato avvio al depuratore di Bufalaria, a cui ancora non solo collegate le utenze di Carovigno e delle sue località marina, dovranno rispondere a vario titolo per eventuale assenze di autorizzazione per lo scarico nella Zona A e per aver modificato le caratteristiche dell’ambiente marino protetto. Prima tappa del procedimento giudiziario nei confronti dei 4 tecnici il prossimo 7 marzo. Legate a questo provvedimento di allora dell’Aqp due opere fondamentali, tutt’ora in stand-by, e che vanno nella direzione di tamponare questa situazione e creare condizioni di maggiore salvaguardia dello stato naturale di conservazione della riserva. Le trincee drenanti e la condotta sottomarina sono le due soluzioni avanzate. Il sindaco di Carovigno Carmine Brandi sta seguendo da vicino l’evolversi degli aspetti burocratici di entrambe le vicende: «Per quanto riguardo le trincee drenanti c’è stata l’aggiudicazione della gara, e l’iter è praticamente completo. I lavori partiranno – sottolinea Brandi – con ogni probabilità nel gennaio 2016», della questione si sta interessando anche l’assessore all’ambiente Enzo Vacca.

Il bando è stato aggiudicato il 3 novembre: ora si attendono i tempi per eventuali ricorsi delle altre aziende che hanno partecipato alla gara, e poi si potrà passare alla fase attuativa del progetto. La consegna per le trincee drenanti dovrà avvenire entro 90 giorni dall’inizio dei lavori. Discorso diverso invece per la condotta sottomarina, che dagli attuali 900 metri sarà raggiungerà i 2,7 km, e che porterà il fluido, derivante dal depuratore, a meno cinquanta metri dal livello del mare. Per quest’opera, i cui lavori sono attesi da anni, l’avvio dovrebbe avvenire – secondo le stime derivanti dalle fasi di assegnazione della gara anche in questo caso completato-, quasi in parallelo con le trincee drenanti. I tempi di completamento dell’opera saranno, al netto di eventuali modifiche o imprevisti, di 9 mesi.