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All’appello per lo scioglimento delle Assise ha risposto anche Umberto Ribezzi, indipendente dei Ds dopo aver lasciato i Coerenti di Luperti: a casa di Carmelo Palazzo, alla presenza del notaio Corrado, raccolte le firme necessarie a staccare la spina all’Amministrazione Carluccio e tornare alle elezioni. Vertice politico al Comune tra Rollo e Guadalupi

Fine della storia, tutti a casa. Diciassette consiglieri comunali di Brindisi si sono dimessi in blocco, staccando la spina all’Amministrazione della sindaca Angela Carluccio a distanza di quasi un anno dalle elezioni. Brindisi tornerà a scegliere il suo sindaco. Record negativo che, probabilmente, in tutto il Belpaese, la città è destinata a detenere da oggi, da quando 16 esponenti della frastagliata opposizione più uno dell’ormai ex maggioranza Umberto Ribezzi, ex Coerenti e altrettanto ex Democratici e socialisti, disertore a tutti gli effetti dopo aver ottenuto per Vito Camassa la presidenza della Multiservizi, si sono dati appuntamento davanti al notaio, a casa di Carmelo Palazzo, l’inossidabile di Impegno sociale. E’ stato il primo sostenitore della candidatura in rosa, diventato in tempi strettissimi il primo avversario della coalizione centrista trainata da  Marcello Rollo e Massimo Ferrarese.

Indiscrezioni riferivano di un possibile gioco d’anticipo della sindaca e secondo questa tesi Carluccio, spinta dal suo staff, avrebbe pensato alle dimissioni nel tentativo di ricomporre il puzzle della sua maggioranza. Il copione sarebbe stato lo stesso dello fine di gennaio, quando rassegno le dimissioni nelle mani del segretario generale Giuseppe Salvatore Alemanno, dichiarando allo stesso tempo di essere disponibile ad allargare la sua coalizione. E infatti dopo qualche giorno arrivò Damiano Flores, che da primo degli eletti del Pd diventò capogruppo dei Democratici e socialisti, praticamente il 17esimo con il salvagente. Non risultano esserci dimissioni protocollate da Angela Carluccio, arrivata a Palazzo di città, dopo la vittoria al ballottaggio, con consensi limitati, rispetto allo sfidante Nando Marino che proprio oggi aveva incontrato per parlare della questione legata al palazzetto dello sport.

Su Facebook, il primo a dare l’annuncio della fine dell’Amministrazione Carluccio è stato il consigliere Riccardo Rossi di Brindisi Bene Comune, il contestatore e nemico politico più acerrimo dei centristi, seguito da Stefano Alparone dei Cinque Stelle: “E’ fatta. Con le dimissioni di 17 consiglieri termina la consiliatura Carluccio”, ha scritto Rossi sulla sua pagina del social. “Da oggi Brindisi ha un anno per costruire una proposta e soprattutto presentare una classe dirigente adeguata per risolvere i problemi di questa città”. Questo il messaggio di Alparone: “Game over. La disastrosa esperienza Carluccio è finalmente finita”. Anche Mauro D’Attis, di Forza Italia ha fatto affidamento ai social: “L’Amministrazione meritava lo scioglimento anticipato e non ha fatto nulla per evitarlo. Il lungo commissariamento, come da me e Fi auspicato, ci dà il tempo per riflettere e pensare a Brindisi”, ha scritto. “E a riflettere non dovranno essere solo i partiti o i movimenti ma soprattutto gli elettori”.

fonte BrindisiReport.it