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Volantino Spazio Conad Mesagne

Si è conclusa, con lo spettacolo “Mio Fratello” ,la prima edizione del Festival del Teatro sull’acqua a Brindisi.

La rassegna, rappresentata da tre performance,Arlecchino, Odisseo e Mio Fratello, ha avuto come  straordinario palcoscenico il porto interno della città e il porticciolo turistico.

Il Festival è stato organizzato dall’Associazione Culturale ed Artistica S.M.T.M. e dalla Scuola d’arte drammatica della Puglia Talìa, con il patrocinio del Comune di Brindisi,con la partnership della Stp di Brindisi e la  direzione artistica di  Maurizio Ciccolella.

Il progetto ha riscosso un grande successo di pubblico in tutte e tre le serate delle rappresentazioni registrando un sold out delle prenotazioni.

Il Festival si è aperto, lo scorso 18 settembre, con lo spettacolo Arlecchino plurireplicato nella regione commistionato per l’occasione con momenti di teatro di strada e itineranti nel porto.

Il clou del Festival è stato raggiunto al secondo appuntamento, 19 settembre scorso, con la apprezzatissima interpretazione di alcuni libri dell’Odissea a cura dello stesso Maurizio Ciccolella accompagnato dal pianoforte di Maura Palumbo. La banchina predisposta per il pubblico è stata gremita sia alle 21 che alle 23 ma in particolare al primo appuntamento il pubblico ha occupato anche la scalinata virgiliana antistante il palco.

Il 4 ottobre, con lo spettacolo Mio fratello si è invece conclusa la tre giorni del Festival.

Interpretato da Francesca Zurlo e Andrea Agagiù, questo spettacolo, che ha debuttato in Croazia e oraparte per una tournée in Grecia, è  stato visto in prima nazionale.

La storia che parte dalla fiaba di Hansel e Gretel rivista e reinventata nel tormentato legame tra due fratelli oggi risulta quanto mai attuale.

“È di questi giorni la notizia dell’omicidio di due fratellastri incestuosi dei loro genitori di cui hanno mangiato parti del corpo- spiega il regista Maurizio Ciccolella– Una macabra tragedia che ricalca la trama dello spettacolo che se pur attraverso una storia negativa trova la sua fondatezza nelle possibili dinamiche famigliari che abbiamo voluto raccontare. “