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«La città di Carovigno sarà dotata di un sistema video-sorveglianza collegato alla Questura di Brindisi e al Comando dei Carabinieri del capoluogo»ad annunciarlo è il sindaco Mimmo Mele. E’ questo uno dei primi provvedimenti, in tema di sicurezza e ordine pubblico, in risposta, anche all’ennesimo, probabile attentato di cui è stata vittima la sede del comune agli inizi del nuovo anno. «L’installazione sarà completata nei prossimi giorni ma già da giovedì sera il comune e la piazza principale saranno sorvegliati. Il tutto – continua Mele -al fine di avviare un percorso per dotare la nostra città di strumenti utili a garantire la sicurezza. Ricordo inoltre che nell’ultimo consiglio comunale abbiamo approvato il piano di fattibilità per la pubblica illuminazione che prevede, tra l’altro, anche l’installazione sull’intero territorio di altre 50 telecamere». Al momento, per quanto riguarda palazzo di città vige un piantonamento fisso a monitorare costantemente l’area interessata. Tra pochi giorni, come confermato da Mele e da Maurizio Quartulli, responsabile per la provincia di Brindisi dell’azienda che si sta occupando di offrire questo servizio di video-sorveglianza (Resolteam ndr), saranno attivate tutte le procedure per dare perfetta attuazione a questo impianto. Un funzionamento dinamico di questo sistema che permetterà in caso di qualsiasi evento, accidentale o doloso, attraverso un server specifico, un filtro della sala operativa dell’azienda: questo darà la possibilità in poco più di quattro secondi di inviare le immagini ai sistemi -video del comando dei Carabienieri e della Questura: immagini, poi, che verranno aperte in istanti brevissimi per permettere, così, un intervento tempestivo delle forze dell’ordine. Anche l’ufficio anagrafe del comune di Carovigno, che ha già un sistema di telecamere, sarà collegato alle diverse sale operative. Il costo totale di spesa per l’amministrazione comunale per questo provvedimento si aggira intorno ai 25 mila euro. L’importanza dell’installazione sta anche nel fatto, che il protocollo d’intesa firmato dall’azienda con il ministero dell’ Interno, per l’idoneità dell’impianto, permetterà di utilizzare le immagini acquisite anche ai fini delle indagini giudiziarie. Un aspetto sicuramente indispensabile in questo momento storico per la città di Carovigno. Nella comunità cresce la speranza, infatti, che nell’immediato possano arrivare risposte certe ai tantissimi episodi criminali che hanno sconvolto la normale quotidianità del paese. Al momento massimo riserbo sulle indagini da parte delle autorità giudiziarie che stanno seguendo gli innumerevoli attentati dei mesi passati. Ovviamente elemento principale dell’inchiesta è verificare il possibile collegamento tra tutti questi fatti di cronaca. Collegamenti e moventi che legano le azioni dolose, di cui sono state vittime amministratori, imprenditori ed esponenti della società civile. Carovigno ma non solo: nel mirino dei presunti attentatori sono finite anche figure vicine alla gestione della riserva naturale di Torre Guaceto. Ad eccezione dell’evento di mercoledì scorso dove i tecnici hanno confermato l’accidentalità del caso, nel 2014 diversi sono stati gli episodi di matrice dolosa che hanno coinvolto, come parti lese, ad esempio l’ex presidente Mariella Milani, tecnici amministrativi come Dino Semerano ed anche alcuni custodi.