In occasione del consiglio comunale del 30 settembre scorso i consiglieri di minoranza del Comune di Carovigno, Massimo Lanzilotti (Ripartiamo dal futuro), Marzia Bagnulo (PD), Vito Perrino, Vincenzo Radisi, Melania Uggenti, (Azione Civica) hanno visto l’approvazione all’unanimità delle quattro commissioni di inchiesta da loro proposte a inizio settembre.

Le commissioni riguardano temi caldi della città quali: la municipalizzata Carbinia srl in stato di liquidazione e con debiti pari a circa 1 milione di euro; la Passavant, società legata alla questione depuratore con la quale il Comune aveva un contenzioso che stava per essere chiuso con il pagamento di circa 4 milioni di euro; la Soget ex società di riscossione tributi comunali e artefice delle passate “cartelle pazze”; Torre Guaceto che negli ultimi anni è al centro di varie polemiche, dall’autorizzazione allo scarico delle acque del depuratore al mancato acquisto dei terreni adiacenti messi all’asta dal demanio, alle politiche di gestione generale, incluse le politiche di assunzione.

“Si tratta di questioni che attanagliano Carovigno da ormai troppo tempo” – afferma il dott. Massimo Lanzilotti, consigliere rappresentante del gruppo Ripartiamo dal futuro, che presiederà la commissione su Carbinia. Con queste commissioni tutti i consiglieri di minoranza spiegano di voler fare chiarezza per dare ai cittadini le vere risposte che attendono da anni e si augurano di poter ristabilire il giusto equilibrio tra amministratori e cittadini, svincolando tale rapporto dalla sudditanza.

In particolare in merito alla Carbinia, nell’assise consiliare appena trascorso, la minoranza si è astenuta dal votare l’approvazione del debito fuori bilancio pari a 185 mila euro. “Siamo convinti che questa momentanea iniezione di liquidità nella Carbinia non risolverà i suoi mille problemi – spiega Lanzilotti – La municipalizzata ha invece bisogno di essere risanata in toto e necessita: dell’approvazione del bilancio 2013, che registrerà una perdita superiore ai 600 mila euro e che dovranno essere pagati dai cittadini; delle modifiche allo statuto; dell’indizione del bando di gara per il trasporto scolastico; dell’approvazione del piano industriale; della revoca dello stato di liquidazione”.

“E’ inutile fare ancora concessioni alla cieca senza un serio piano di rilancio – tuonano dalla minoranza – Il sindaco Brandi chiede sacrifici ai cittadini per ripianare i debiti di una società mandata sull’orlo del fallimento dalla passata amministrazione Zizza (di cui egli stesso faceva parte essendone assessore) e da decenni di mala gestione, comprovata da fitta documentazione relativa agli anni 2006-2012. Mentre il sindaco Brandi promette che da ora in poi vigilerà sui conti della Carbinia noi ci domandiamo: dove era prima, proprio negli anni in cui la stessa veniva letteralmente spolpata? Ebbene vogliamo solo ricordare ai cittadini che il sindaco Brandi così come il consigliere Nicola Semeraro sedevano tra i banchi della maggioranza all’epoca e ora ritrovano i risultati o meglio i guai che la loro stessa maggioranza ha lasciato in eredità a tutti noi! Dovrebbero chiedere scusa ai cittadini per quello che hanno commesso prima di proporre in consiglio l’approvazione dei debiti fuori bilancio della Carbinia!”

Altro questione molto seria sollevata dai consiglieri di minoranza in materia di legittimità e trasparenza è infine l’inconferibilità  di mandato al Presidente di Torre Guaceto, Vincenzo Epifani. L’opposizione ha infatti presentato una mozione in merito rendendo noto che, secondo il Decreto Anticorruzione n. 39 del 2013, art. 1 comma 2 lettera g, si definisce inconferibilità la preclusione permanente o temporanea a conferire gli incarichi previsti dal presente decreto a coloro che sono stati componenti  di organi di indirizzo politico nei due anni precedenti. In sintesi, spiegano dalla minoranza: “Epifani, essendo stato consigliere fino alle dimissioni del 14 agosto scorso, giunte tra l’altro all’indomani della nostra prima mozione sull’incompatibilità del suo ruolo, non può per legge ricoprire incarichi di presidente o amministratore di ente privato in controllo pubblico come il Consorzio di Gestione di Torre Guaceto. Pertanto chiediamo le immediate dimissioni dalla carica di Presidente del Consorzio di Torre Guaceto e che il sindaco provveda alla predisposizione di quanto necessario per la revoca dell’incarico conferitogli”.

“Tale richiesta, espressa con formale mozione in consiglio, è stata però bocciata dalla maggioranza e dallo stesso sindaco, a dispetto del rispetto della legge e della buona amministrazione tanto a voce decantata dagli amministratori”. Così conclude l’opposizione che ora sottoporrà la questione agli organi competenti, in primis all’Autorità Nazionale Anticorruzione e al Prefetto.

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