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Continua a credere che il padre nelle prossime ore potrà tornare a dare sue notizie. Non perde le speranze e chiede all’autorità giudiziaria di proseguire nelle indagini.

E’ ancora giallo sulla sorte dei due pescatori di Carovigno, Sante Lanzilotti e Francesco De Biasi che sarebbero scomparsi in mare lo scorso 14 marzo. E’ il figlio maggiorenne di Lanzilotti a lanciare un nuovo appello alle forze dell’ordine affinché possa essere fatta chiarezza sulla vicenda. Nelle scorse ore il giovane, assistito dal suo legale Vito Cellie, ha avuto un confronto con gli inquirenti, ed in particolare con il comando provinciale dei carabinieri di Brindisi. Militari che hanno confermato come l’attività investigativa sulla vicenda sia ancora in corso.

Le forze dell’ordine stanno continuando ad acquisire una serie di indizi finalizzati al voler ricostruire quanto sarebbe avvenuto realmente oltre due settimane fa lungo il litorale carovignese. Le ricerche in mare furono sospese dopo 48 ore dalla prima richiesta di intervento da parte dei familiari dei due uomini. La prefettura di Brindisi comunicò l’assenza di presupposti nel portare avanti l’attività in mare, in quanto l’intera zona interessata era stata esplorata senza esito. Nessuna traccia dei due uomini e del natante da cui entrambi – secondo una prima ipotesi – si erano imbarcati nella notte tra il 13 ed il 14 marzo da Torre S. Sabina.