Gli attori, tutti adolescenti pugliesi non professionisti – fatta eccezione per le partecipazioni degli adulti Ernesto Mahieux, Claudio Santamaria, Franco Ferrante, Fabrizio Saccomanno e Fabrizio Pugliese – rappresentano l’anima del film

La guerra dei cafoni”, il film di Davide Barletti e Lorenzo Conte (Fine pena mai) ha esordito nei cinema dal  27 aprile 2017, distribuito da Ismaele Film. La pellicola è stata selezionata nel concorso Opere prime e seconde del Bif&st 2017 (22-29 aprile). L’eterna lotta tra ricchi e poveri rivive in una guerra tra due bande di adolescenti, nella Puglia magica e incontaminata.

L’opera, prodotta da Minimun Fax Media con il sostegno di Mibact e Apulia Film Commission e  il contributo della Regione Puglia (Fondi Fsc e Po Fesr 2007-2013), è tratta  dall’omonimo romanzo di Carlo D’Amicis, autore della sceneggiatura con i registi e Barbara Alberti (in collaborazione con Giulio Calvani).

Gli attori, tutti adolescenti pugliesi non professionisti – fatta eccezione per le partecipazioni degli adulti Ernesto Mahieux, Claudio Santamaria, Franco Ferrante, Fabrizio Saccomanno e Fabrizio Pugliese –  rappresentano l’anima del film. Tra essi i brindisini Angelo Cucinelli e Davide Giarletti., mentre un’altra brindisina è stata assistente alla regia, Camilla Gorgoni. Una esperienza di vita, prima ancora che professionale. Selezionati con un accurato casting, i ragazzi hanno vissuto a stretto contatto per due mesi, affrontando un percorso di crescita, di apprendimento dei mestieri del cinema e di scoperta reciproca, nell’ambito di  un laboratorio gratuito di formazione.

Un gruppo di ragazzi che dà vita sullo schermo ad una polifonia di dialetti che rappresenta la Puglia in lungo e largo. Il carismatico Francisco Marinho è il barese Pasquale Patruno, Scaleno, il capo dei figli della terra, è il gravinese Donato Patierno, Cuggino, il terzo incomodo è Angelo Pignatelli, anch’egli di Gravina in Puglia, Mela è la salentina Letizia Cartolaro di Lequile mentre Sabrina, la donna dei signori, è la barese Alice Azzariti.

Protagonista del film è naturalmente anche il territorio. Una Puglia inedita e sorprendente, lontana dallo stereotipo cinematografico, infarcito di masserie, trulli e spiagge. La lotta tra cafoni e signori si nutre di lagune metafisiche, boschi magici, bunker militari abbandonati, covi di guerra che non ti aspetti.

Torrematta è un luogo non ancora scoperto nelle carte geografiche da dove gli adulti sono banditi, senza asfalto, auto, città. Un mondo parallelo senza date o riferimenti didascalici, ricreato dai registi tra agosto e ottobre 2015 nelle riserve naturali delle Cesine e di Torre Guaceto, oltre che nelle zone di Porto Badisco, Santa Cesarea Terme, Otranto, Vernole, Torre Chianca, Melendugno, Grotta della Monaca, tra le location della pellicola.

La sinossi del film. A Torrematta, territorio selvaggio e sconfinato in cui non vi è traccia di adulti, ogni estate si combatte una lotta tra bande: da una parte i figli dei ricchi, i signori, e dall’altra i figli della terra, i cafoni. A capo dei rispettivi schieramenti si fronteggiano il fascinoso Francisco Marinho e il torvo Scaleno. Si combattono dalla culla, trascinando nel conflitto di classe i propri “soldati”.

Ma quell’anno i cafoni decidono di ribellarsi alla supremazia dei signori: i simboli del potere verranno presi di mira e poi letteralmente attaccati, trasformando lo scontro in una vera e propria guerra di conquista. Mentre nascono alla vita adulta, alle spalle di tutti i giovani protagonisti di questa storia, muore un’epoca; e con essa l’ultima occasione per combattere una guerra fatta sì di violenza, ma anche di epica e di poesia.