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La “Fiera della Bomminella”, che nel dialetto cistranese  indica “della Madonna Bambina” è, tutt’insieme, un evento di carattere storico e sociale che conserva alcune caratteristiche gastronomiche di non poco conto.

E’ una delle fiere più antiche dell’Italia Meridionale, si suppone sia stata istituita nel XIII Secolo, durante il Regno dei Normanni per implementare l’economia del Regno con l’obiettivo di attirare un gran numero di forestieri al fine di incentivare i commerci ma soprattutto si mirava a creare opportunità di scambio e di diffusione per nuove tecniche e strumenti industriali e artigianali.
La fiera diventava non solo un’occasione di incontro fra i mercanti interessati ma anche un momento vivace e frenetico allietato da giochi e più di un “palio”.
A testimoniare l’importanza della Fiera, sulla parete della cinta muraria c’è una lapide che celebra il prestigio della fiera nel XVIII secolo. Qui in sintesi si dice che il ministro di Napoli, Carlo De Marco, autorizzato dal re, concedeva che la Fiera di Cisternino durasse otto giorni nel mese di settembre affidando la giurisdizione a un mastro della fiera eletto dall’Università. Questo avveniva il 18 agosto 1770. I mastri di fiera avevano il diritto di usare le armi e di garantire la tranquillità pubblica durante lo svolgimento dell’evento.
Adesso la fiera si svolge solo l’8 settembre e dura l’intera giornata.
E’ usanza preparare l’apposito menù che, nel corso dei secoli, si è tramandato di generazione in generazione. Un’ottima occasione per assaggiare delle prelibatezze e, in particolar modo, la Cupptedd’ Cistranese (bollito di carne con verdure), la pecora in brodo, gli involtini di trippa, le braciole, polpette di pane e gli arrosti che, con i classici primi piatti della tradizione contadina, rappresentano un’autentica leccornia per i palati che amano gustare i sapori autentici di una volta, un modo “originale” per trascorrere, veramente, una giornata diversa e con l’opportunità, dalle prime ore del mattino sino all’imbrunire, di poter gustare pietanze di certo non comuni.