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Volantino Spazio Conad Mesagne

E’ andato al maestro direttore d’orchestra Alberto Zedda, il Premio del Belcanto “Rodolfo Celletti” edizione 2014. Nato a Milano, dopo gli studî presso il conservatorio di Milano, ha iniziato l’attività direttoriale nel 1956. È considerato uno dei massimi studiosi del repertorio rossiniano, di cui ha curato importanti edizioni critiche per la Fondazione Rossini di Pesaro. Direttore artistico del Rossini Opera Festival (1981-92) e del teatro Carlo Felice di Genova (1992), nel 1992 è entrato a far parte della direzione artistica del Teatro alla Scala Nel 2007 gli è stata conferita la laurea Honoris causa in Scienze della comunicazione da parte dell’università di Macerata.

L’attribuzione del premio ad Alberto Zedda è ricco di significati profondi per il legame che unisce il direttore a Martina Franca, per il recupero critico e consapevole del repertorio belcantistico italiano, che sin dalle prime edizioni del Festival della Valle d’Itria ha portato alla caratterizzazione di un pensiero e di una prassi esecutiva di valenza storica. Zedda, infatti, nel 1975 diresse al Festival della Valle d’Itria la prima opera in scena, Orphée et Eurydice di Gluck. Inoltre, ha svolto un lavoro di ricerca, studio, organizzazione sistematica e produzione riservato nei decenni al catalogo rossiniano, di esemplare originalità e organicità, prima a Martina Franca e poi a Pesaro, al Rossini Opera Festiva che lo vede ancora dopo decenni alla direzione artistica.

Il suo instancabile impegno ha restituito all’Italia e al mondo i valori più autentici della poetica, dello stile e della drammaturgia rossiniani, e ha contribuito in misura decisiva alla codificazione di una corretta prassi esecutiva, pienamente rispettosa del dettato autografo, rivelatrice di valori che erano andati perduti. Il suo  preziosissimo lavoro di divulgatore e formatore ha, inoltre, contribuito a formare diverse generazioni di giovani interpreti, cantanti e direttori.

L’albo del premio annovera grandi nomi della lirica quali Daniela Dessì (2011), Paolo Coni (2012) e Lella Cuberli (2013).
Il premio consiste in un dipinto del pittore Nicola Andreace, da anni vicino al Festival, recentemente scomparso.