Ormai è evidente a tutti, il modello di governance che ha retto fino ad ora il Consorzio di Gestione di Torre Guaceto non regge più e va immediatamente ripensato. L’ufficializzazione delle dimissioni da parte del Presidente Epifani, eletto da appena pochi mesi, il tentativo di ritiro di dimissioni da parte di consiglieri del CDA che si erano dimessi qualche settimana fa, il balletto vergognoso degli attori istituzionali intorno alle prossime nomine (in primis ciò che sta accadendo al comune di Carovigno), dimostrano, caso mai ce ne fosse ancora bisogno, che è giunto il momento non più rinviabile che il Ministero intervenga con forza ed azzeri la situazione.

Solo con una discontinuità politica e di direzione del Consorzio, si può provare a rilanciare Torre Guaceto. Troppi intrecci, troppi interessi, troppe situazioni poco chiare hanno “inquinato” irrimediabilmente la Gestione del Consorzio, e questo rischia di compromettere il futuro dell’Oasi. Discontinuità e azzeramento di tutto, per ripartire e coinvolgere nuovi soggetti istituzionali e mondo ambientalista. Anche la direzione va rivista. A noi sembra infatti una anomalia che da 15 anni a dirigere il Consorzio sia sempre la stessa persona. Con questo non si mettono in discussione le capacità tecniche di Ciccolella, ma tutte le norme di trasparenza ed anticorruzione in tutte le amministrazioni pubbliche o a controllo pubblico prevedono un turnover dei soggetti interessasti. E’ possibile che un Sindaco, a prescindere dalle sue capacità e competenze non possa ricandidarsi a guidare una città dopo due mandati, il CDA del Consorzio e il Presidente rimangono in carica 3 anni, e il direttore possa rimanere a vita? Ci deve essere discontinuità totale se si vuole ripartire per davvero, e il direttore Ciccolella (unico dipendente tra l’altro del consorzio con contratto a tempo indeterminato) agevoli questo percorso, dimettendosi dall’incarico.

In tutto questo è imbarazzante il silenzio del Sindaco di Carovigno, Carmine Brandi. E’ infatti un paradosso che proprio il soggetto che più dovrebbe essere interessato al destino di Torre Guaceto, taccia, non ha nulla da dire, non senta il dovere di spiegare alla città come mai il presidente da lui indicato e fortemente voluto pochi mesi fa si sia dimesso, cosa pensi della situazione, che idee ha per il rilancio del Consorzio. Il nulla assoluto, preso in infinite riunioni di una Maggioranza sempre più sfilacciata e inconcludente e che anche sulle nomine di Torre Guaceto continua a giocare a Risiko. Noi siamo pronti, come abbiamo sempre fatto sin’ora, a confrontarci e ad avanzare le nostre idee, purtroppo ci sono una Maggioranza e un Sindaco, impegnati a fare altro.

Il PD di Carovigno

Per Ripartiamo dal Futuro Massimo Lanzilotti