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Lettera aperta al Senatore Vittorio Zizza
Alla stampa
Storia di un parcheggio e di una bandiera Blu nel contesto di una Amministrazione Comunale e di un Consorzio di Gestione di Torre Guaceto irresponsabili ed incapaci.
Senatore,
Come ricorderà, nell’audizione in Commissione Ambiente da Lei presieduta, alla quale fui chiamato a relazionare come ex Presidente del Consorzio di Torre Guaceto ma anche in qualità di responsabile regionale aree protette della federazione dei verdi, il Senatore Tomaselli mi chiese cosa sapessi del parcheggio di Pennagrossa. Io risposi che sapevo poco, che i parcheggiatori erano presenti dal 2002 e che mi sembrava alquanto strano che all’improvviso fossero diventati un problema.
Quando come me si rappresenta un partito bisogna essere precisi. A seguire le mie considerazioni su questo argomento, in una ricostruzione oggettiva e puntuale degli eventi.
Per 10 anni la cooperativa dei parcheggiatori di Carovigno ha lavorato in perfetta sintonia con il Consorzio di Torre Guaceto. La cooperativa affittava il terreno del parcheggio al Consorzio che chiedeva tutte le autorizzazioni e faceva una gara per la gestione. La gara “miracolosamente” la vinceva sempre la cooperativa stessa senza che nessuno abbia mai avuto da ridire. Inoltre in questi anni nessuno ha mai rilevato che il parcheggio di Pennagrossa su cui si arrivava a posizionare 800 macchine fosse su un sito di interesse comunitario.
Nel 2013 Per accedere a un finanziamento europeo e migliorare l’area parcheggio definita “La porta della Riserva” il Consorzio di Torre Guaceto chiede ed ottiene dalla Cooperativa dei parcheggiatori una cessione trentennale dell’area ad un canone di mille euro l’anno. Anche in questo caso nessuno si è meravigliato che un parcheggio che incassa 250.000 euro in tre mesi venisse ceduto nel diritto di superficie per una cifra tanto irrisoria quanto ridicola.
Nel novembre 2014 Il consorzio ottiene il finanziamento, ma per qualche errore i documenti non sono in regola e si chiede alla cooperativa una “integrazione” del contratto di diritto di superfice già in essere con l’estensione della concessione anche al sottosuolo. La cooperativa respinge questa integrazione.
Si rompono i rapporti tra Consorzio e Cooperativa. Nell’estate 2015 il Consorzio gestisce il parcheggio in proprio con un incasso di 187 mila euro e pagando ai proprietari 1000 euro. Nella gestione dell’area il Consorzio viola dei vincoli contrattuali, e viene denunciato dalla cooperativa . Nell’ ottobre 2015 si addiviene ad un “concordato” ed il Consorzio riconsegna i terreni ai proprietari, senza nulla pretendere.
Da questo momento, il parcheggio estivo per la spiaggia di Pennagrossa diventa una questione da risolvere sia per la Cooperativa dei parcheggiatori che per il Consorzio e per il Comune di Carovigno.
La cooperativa espleta le procedure di autorizzazione, mentre il Consorzio ed il Comune di Carovigno rimangono in “pausa di valutazione” scoprendo però che il parcheggio di Pennagrossa è in zona protetta.
Due mesi dopo, il 30 dicembre 2015, la Cooperativa chiede al Comune di Carovigno l’autorizzazione ad aprire il parcheggio. Il Comune non risponde.
Nel Maggio scorso la cooperativa presenta all’ufficio tecnico del Comune di Carovigno una Comunicazione di Inizio lavori affermando che la stessa è titolo sufficiente per aprire un parcheggio in terreno agricolo.
Dopo una settimana dalla presentazione dell’istanza, la cooperativa avvia i lavori per realizzare una staccionata. I carabinieri, probabilmente a seguito di un esposto, bloccano l’opera e il Comune revoca la CIL (comunicazione di inizio lavori), ordinando la demolizione del manufatto.
La cooperativa fa ricorso al TAR.
A questo punto, anche per garantire la funzionalità della spiaggia del lido di pennagrossa gestito dal consorzio di Torre Guaceto e dichiarato “bandiera Blu”, sembra possibile un accordo. Il 15 giugno viene convocato un tavolo tecnico dove Comune, Consorzio e Cooperativa concordano che il parcheggio della cooperativa si aprirà destinando i suoi 500 posti alla fruizione della spiaggia bandiera Blu. Nel frattempo la costa di Pennagrossa è nel caos e il parcheggio è consentito con navetta a pagamento solo dalla borgata Serranova (quattro chilometri all’interno).
Il 24 giugno Il Sindaco ed consiglieri di maggioranza del Comune di Carovigno votano una delibera di C.C. (n. 20-2016) immediatamente esecutiva per regolamentare i parcheggi sulla costa. Alla spiaggia di Pennagrossa si assegnano 500 posti auto. Questa delibera non solo disattende gli accordi del tavolo tecnico ma rappresenta un concentrato di errori e assurdità. Adottata per essere operativa dal 1 luglio 2016, è diventata realmente applicabile nei primi giorni di agosto, con il solo drammatico effetto di rendere “abusivi” tutti i parcheggi esistenti sulla costa, compresi quelli di alcuni consiglieri comunali.
Il 7 luglio 2016, la cooperativa ottiene la “sospensiva” dal TAR e inizia a lavorare con una capienza autorizzata di 400 posti. Il 16 luglio si apre la spiaggia bandiera blu e l’amministrazione dichiara come relativo parcheggio quello della cooperativa.
Dopo la sentenza del TAR la commissione esaminatrice del bando per i parcheggi sulla costa composta da due tecnici comunali e dal comandante dei della polizia municipale di Carovigno assegna al Consorzio di Torre Guaceto 100 posti auto (a fronte dei 498 posti in due aree richiesti dal consorzio); 400 posti vengono assegnati alla cooperativa come diretta conseguenza della sentenza.
Nel verbale della commissione del 29 giugno (esame delle domande pervenute al Comune) va segnalato uno sconcertante episodio di abuso d’ufficio. Oltrepassando le proprie competenze e uscendo dagli ambiti non solo della “manifestazione d’interesse” ma anche del ruolo di pubblici dipendenti i membri della commissione comunale si ergono al rango di Giudici del Consiglio di Stato, definendo “errata” la sentenza del TAR favorevole alla cooperativa e sollecitando l’amministrazione comunale a fare ricorso. Nonostante l’impropria sollecitazione l’amministrazione non ricorre.
In data 26 luglio La magistratura, si suppone sempre su esposto di qualcuno, sequestra il parcheggio della cooperativa.
Ritorna il caos sulla costa di Pennagrossa, aggravato dalla circostanza che la stessa magistratura qualche giorno dopo su richiesta della Guardia Costiera sequestra anche il BAR ed i Bagni della spiaggia “Bandiera
Blu “di Pennagrossa risultati anch’essi abusivi. Il vessillo Blu nei fatti non esiste più. Una figuraccia internazionale che danneggerà per anni il Comune di Carovigno.
Oggi due agosto l’amministrazione comunale sta ancora “valutando”. Ma ha il coraggio, per il tramite dei suoi massimi esponenti, di rimproverare con arroganza chi protesta, definendolo nemico del paese e chiedendo di fatto che omertà e silenzio siano la regola.
Il Consorzio di Torre Guaceto tace, forse percependo l’indignazione e la rabbia dei migliaia di turisti infuriati offesi e delusi, anche essi vittime della cattiva gestione.
Carovigno viene ormai considerato un come paese sporco, incivile e disorganizzato. Colpa dei cittadini o di un’incapace direzione tecnica e della Presidenza del Consorzio di Torre Guaceto? Hanno trasformato una delle più belle aree protette italiane in un centro commerciale, con l’aiuto di un’Amministrazione Comunale succube e inadeguata a gestire anche l’emergenza parcheggi che si sarebbe potuta risolvere con una semplicissima “ordinanza Sindacale”.
Senatore Vittorio Zizza, Lei a Carovigno è l’espressione più alta delle Istituzioni, come Federazione dei Verdi Le chiedo, se veramente ama la sua terra, di salvare Torre Guaceto, mandando via inetti e incapaci. Sappiamo che qualcuno le è politicamente vicino, questo non deve essere un salvacondotto ma una aggravante.
Disponibili in qualsiasi momento ad ogni collaborazione come partito per salvare quello che rimane del nostro patrimonio ambientale Le porgo cordiali saluti.
2.8.2016 Elio Lanzillotti co-portavoce federazione provinciale dei Verdi