“Matematica non serve proprio a nulla, se dentro l’integrale non ci metti l’integrare i popoli che hanno attraversato a nuoto il mare”.

Questo è uno dei versi più attuali di “1958”, singolo di lancio dell’album che uscirà a settembre, IL GRANDE STUPORE, e che meglio incarna lo spirito di Matteo Passante, cantautore di notte e “ingegnere in ore ufficio”.

Siamo a san Vito dei Normanni, inizi anni 2000, in un garage di campagna. Lì nasce la Piccola Compagnia Instabile, lì nasce la carriera artistica di Matteo.
A distanza di 15 anni, ci troviamo di fronte a un prodotto artistico che può vantare la produzione artistica di Lele Battista e il mastering di Giovanni Versari, vincitore dei Grammy con l’album Drone dei Muse.
Il videoclip di “1958” è in rete da una decina di giorni ed è balzato subito agli onori della cronaca per una querelle con la famiglia Montanelli, che sembrerebbe non aver preso bene la scelta di far interpretare ad uno degli attori, il ruolo di Indro Montanelli.
“Perché proprio il grande Indro, Matteo?”.
“Perché lui, uomo di cultura sconfinata,  incarna il colonialismo intellettuale, il male oscuro che ho voluto sfidare con questa canzone. A 25 anni sposò una bambina etiope di 12 anni e ha sempre accompagnato quell’episodio con la frase  <la comprai con un cavallo e un fucile, tutto a 500 lire… Lì le bambine a 12 anni sono già donne>…”.

Vedremo come finirà. Intanto in bocca al lupo a Matteo e alla sua Malorchestra.